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Re: I reportage
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MessaggioInviato: 25/11/2012, 11:58 
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Iscritto il: 26/04/2009, 18:56
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Michi, comprendo le tue ragioni, ma ti faccio una domanda a bruciapelo che, ammetto, resta brutta da leggersi: per quale oscura ragione un fuochino avrebbe convenienza a saltare in aria assieme ai suoi collaboratori?????

Per quanto riguarda i frequentatori del sito, mi sento di scrivere che di certo che si tratta di individui amanti delle gesta pirotecniche, ma non di pazzi fondamentalisti.

Inoltre confermo quanto ho scritto in merito alle leggi, specie sul versante dei fuochini e non degli improvvisati soparafuochi di Capodanno. Per i primi, infatti, le norme restano spesso più un ostacolo che un vantaggio: un esempio è dato dagli attuali limiti imposti ai manufatti cilindrici sui quali non insisto per evitare di uscire off topic.

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I fuochi marciano nel tempo e nel silenzio. (Francesco Nicassio)


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 25/11/2012, 21:49 
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Iscritto il: 27/10/2009, 16:06
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Il problema e' propio quello. Nessuno sicuramente vuole che succeda qualcosa di irreparabile ma non fanno nulla o quasi perche' non succeda. Il problema e' mentale. Non si rendono conto quali sono i pericoli di questo lavoro. Si sentono troppo sicuri. La polvere va maneggiata e lavorata rispettando delle regole. Non ho visto in nessun reportage abbigliamento consono che si addice ad una struttura del genere. Abiti da lavoro che identificano l'azienda. Sembra tutto improvvisato. Non voglio ripetermi sulle strutture, se cosi' vogliamo chiamarle perche' secondo me non sono assolutamente adatte a questo lavoro anzi a nessun tipo di lavoro . Comunque complimenti a chi ha girato questi reportage per il coraggio che hanno avuto ad entrare in quei luoghi. Io comunque ne avrei fatto a meno era meglio lasciare alla nostra immaginazione su come era fatta una fabbrica di fuochi. Pensando poi ch le vedono in tutto il mondo, virtualmente......Vorrei farti una domanda Raffaele; tu porteresti una scolaresca a vedere una fabbrica di fuochi e spiegare a loro come nascono e quali sono le norme di sicurezza da osservare in queste strutture che abbiamo visto?


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 13:35 
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Iscritto il: 26/04/2009, 18:56
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Michi, non credo che i fuochini abbiano troppa sicurezza di sè stessi. Hanno invece dalla loro parte l'esperienza, nel bene e nel male, trattandosi molto spesso di attività tramandatesi per via ereditaria.

Per quanto concerne l'opportunità o meno di girare dei reportage, credo che sia più utile rivolgersi direttamente agli amministratori e ai moderatori del sito, gli unici in grado di darti delle risposte convincenti.

Sul tuo quesito legato alla visita di una scolaresca presso le fabbriche pirotecniche la mia risposta è affermativa. Spiegherei come nasce la Pirotecnica; illustrerei altresì la presenza di regole ostative per i fuochini e sul fronte della manifattura e su quello dell'esecuzione.

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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 16:41 
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Iscritto il: 27/10/2009, 16:06
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Se tu vuoi chiamala esperienza ma non è cosi'. Se fosse, non starebbero in quelle condizioni. Purtroppo la pirotecnica vera ha subito con l'andare degl'anni tante modifiche. Una volta non c'era bisogno di una vera amministrazione, conoscenze anche in ambito legislativo, consulenze sui trasporti ( adr ) , elettronica etc.. Bastava poco per portare avanti le fabbrichette di fuochi ( padre , fratello, zio e nipote tutti cresciuti con la stessa mentalità ) Molte ed importanti colpe ( come tu dici ) stanno nelle leggi sbagliate.Ma solo nell'esecuzione degli spettacoli e da ciò che è permesso a chi non ne avrebbe merito. Mi riferisco a quelle persone e non le chiamo ditte che svolgono spettacoli senza averne testo cioè i semplici patentati ex art. 101. Purtroppo per le piccole aziende pirotecniche che devono far fronte a tante spese, sia per la sicurezza, personale qualificato ed assicurato, strutturale etc. hanno spesso dovuto rinunciare a quelle piccole ma importanti entrate economiche dove trovano il semplice patentato a fargli concorrenza. Parlo anche di feste private, matrimoni etc. Se lo stato mettesse in condizioni di fare spettacoli piccoli o grandi che siano, solo a chi ha una struttura, deposito o fabbrica che sia, le cose cambierebbero. Penso che permetterebbe a tante fabbriche di riorgannizzarsi su tutti i fronti. Sembra che le cose stiano per cambiare, lo spero per i veri pirotecnici. Sottolineo che ho parlato di fabbriche e depositi autorizzati. Escludo da questa categoria anche i semplici negozi di minuta vendita che da qualche anno ormai fanno spettacoli e si propongono su molte piazze. Secondo me questa categoria dovrebbe solo vendere nel loro negozietto e far fare gli spettacoli a che ne ha veramente i requisiti. Modello americano, spagnolo e molte altri paesi. Abbiamo un po' allargato il discorso ma riguardo ai miei post precedenti rimango fermo sulle mie impressioni. Ciao


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 17:24 
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Iscritto il: 26/04/2009, 18:56
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Michi, ottimo spunto. V'è molto equivoco, infatti, attorno alla Pirotecnica Italiana: esecutori che non fabbricano; commercianti che eseguono quando dovrebbero solo limitarsi alla vendita; matrimoni, cresimoni, una crepitio di scatolette ad ogni ora del giorno e della notte che irrita al pari dell'uggiolare notturno dei cani o del traffico automobilistico nel momento di punta... E il fuochino produttore italiano che, in effetti, ha meno pane da buscarsi e meno proventi da gestire più serenamente.

In questa ottica, Michi, ribadisco che il tuo ultimo post è davvero ottimo. Configurazione emoticon Configurazione emoticon Configurazione emoticon Configurazione emoticon

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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 20:14 
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Iscritto il: 18/02/2011, 22:26
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Michi ti rendi conto che una fabbrica di fuochi non può essere organizzata o equiparata con una azienda comune? Non è che prende un capannone bello pulito e li si produce e si fa di tutto.
Se dai un occhiata ai libri che regolano la materia, una fabbrica di fuochi pirotecnici va organizzata per legge più o meno a quel modo che hai visto.
TAnti piccoli laboratori, sparsi lungo un terreno e proteti da terrapieni e muri tagliafuoco.E le varie "casette" non posso essere in cemento armato, ma bensì costruite in muratura leggera (le pareti) e in legno o fibrocemento i tetti. Per legge questo!
Che poi le fabbriche che hai visto fossero vecchie e quindi ti risultassero all'occhio un pò come laboratori di altri tempi, magari hai ragione, ma una fabbrica anche fatta oggi dovrebbe rispettare le stese norme...


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 21:30 
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Iscritto il: 17/06/2008, 15:23
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trovo molto interessante questa discussione che si sta snodando.

in parte ha ragione michi quando dice che ci sono fabbriche obsolete ma che comunque rispettano i canoni di Legge. Infatti di tanto in tanto, TUTTE le fabbriche regolarmente riconosciute, hanno i controlli da parte delle Autorità competenti le quali, se ci sono nuove normative ed il proprietario dell'opificio non è a conoscenza (???) loro danno nuove direttive e rimandano la loro visita dopo qualche mese affinchè il pirotecnico si adegui e provveda a fare i lavori previsti.

conosco fortunatamente molti di questi casi dove la Commissione è stata fin troppo "alla mano" e quindi ha in un certo qual modo aiutato la ditta (che doveva adeguarsi da sola prima della visita di cortesia...la Legge NON ammette ignoranza!!!).

purtroppo molte fabbriche sono veramente vecchiotte e per risistemarle o farle ex novo, occorrono molti soldi ma soprattutto tantissime altre nuove autorizzazioni che negli anni remoti non c'erano!

sta di fatto che comunque una fabbrica, seppur in quelle condizioni, è IN REGOLA! non sarà nuova, non sarà tecnologica, non sarà accogliente...ma è in regola!

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barcollo ma non mollo....


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 21:34 
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Iscritto il: 17/06/2008, 15:23
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Località: san severo (fg)
conosco anche molte nuove e moderne fabbriche ben organizzate, ben strutturate e con opifici super di lusso!

ma tra diverse decine di anni, probabilmente diventeranno come molte fabbriche "storiche" dei giorni nostri!

è la classica ruota che gira....


ci sarebbero ancora molte altre cose da dire...ma sviluppiamo una cosa alla volta.

grazie comunque a raffaele, a michi e a mattew per le loro opinioni.


raffaele, michi NON è uno sprovveduto...fidati! sa quello che dice!

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barcollo ma non mollo....


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 26/11/2012, 22:01 
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Iscritto il: 27/10/2009, 16:06
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Grazie Micciodoro per le delucidazioni anche se dubito che una fabbrica nuova e ben strutturata fra decine di anni possa stare in condizioni precarie. Io non metto in assolutamente in dubbio che le fabbriche viste siano in regola anche se c'è molta approssimazione . Grazie Raffaele 2012, purtroppo è cosi'. Speriamo che cambi qualcosa al più presto come sembra che sia. Riguardo a Matthew, volevo precisare che non intendevo sul come devono essere fatte le fabbriche di fuochi ma le condizioni precarie che ho visto. So' che le fabbriche devono essere composte da almeno 5 casotti, distanti tra loro 30 mt che devono avere il recinto a 40 mt, le abitazioni o strade principali al non meno di 100 mt. Se le distanze sono leggermente inferiori si pongono tra loro dei muri tagliafuoco. I soffiti devono essere di lega leggera ma i muri e le strutture portanti rei 120. Ogni casotto deve avere una gabbia di Faraday, collegata a terra. Una fabbrica prevede un laboratorio, un casotto per le miscelazioni, uno per il deposito di polvere nera, uno per i semilavorati e il deposito manufatti finiti. La pressa idraulica deve avere una struttura a se rispettando sempre le distanze e deve essere posta dietro un muro in c.a. e l'operatore deve stare dalla parte opposta con una finestra di sicurezza che si alza e si abbassa al suo comando. Posso anche continuare ma non mi pare il caso.


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Re: I reportage
MessaggioInviato: 27/11/2012, 10:07 
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Iscritto il: 26/04/2009, 18:56
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micciodoro ha scritto:
raffaele, michi NON è uno sprovveduto...fidati! sa quello che dice!


Micciodoro, non ricordo di aver scritto che Michi è uno sprovveduto. Anzi, dalla lettura del suo ultimo post emerge tranquillamente l'opposto.

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